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5 kirjaa tekijältä Ferruccio Andreoni

Ti aspetti spettri?

Ti aspetti spettri?

Ferruccio Andreoni

Independently Published
2019
nidottu
#un delitto che sfugge le leggi della fisica#commissario tormentato da un brutto presentimento#giornalista avvenente e in carriera#l'uomo di Tuared#bara volante#Piazza dei culi a Massa#mistero#l'entrata in scena pi orrida di tutta la letteratura#"dovevi tagliare la siepe"#la terribile rivelazione
Torna di gran moda l'abito nero.

Torna di gran moda l'abito nero.

Ferruccio Andreoni

Independently Published
2019
nidottu
Genere giallo psicologico. Dopo il sognante Le ciliegie sul tetto e il controverso, scandaloso Kamasutra Kolossal Kamikaze questo il terzo libro di Ferruccio Andreoni: un giallo atipico, spiazzante Lo stile dissacratorio e scorrevole che caratterizzava gi le opere precedenti si fatto ancora pi asciutto . Un giovane e ricco ereditiere vive isolato in una villa che stata il quartiere generale delle SS nel 1944 ed sopravvissuto ad un grave incidente e al processo dove si dovuto difendere, completamente privo di memoria, dall'accusa di avere causato la morte di tre bambini. Mano a mano che i ricordi riaffioreranno un solerte commissario amante della pittura e dei dolci verr a fargli visita sempre pi spesso e con domande sempre pi pressanti....Un busto di Mussolini che cambia sempre ubicazione, un vasetto di marmellata, strani rumori notturni dal bosco e la visita di una enigmatica figura femminile sono solo alcuni degli ingredienti di questo giallo nerissimo, pieno di sorprese e di provocazioni che rimanda a certi film gialli anni settanta e al gusto dello sberleffo del cinema spagnolo della decade successiva.
kamasutra kolossal kamikaze

kamasutra kolossal kamikaze

Ferruccio Andreoni

Independently Published
2018
nidottu
"Il dolore della benzinaia una cattedrale di cristallo dai vetri tutti opachi. Lo percepisco, lo sento muoversi in quelle volte dell'anima messe a soqquadro, eppure rimane poco pi di una macchia di colore indistinta per me. La vedo ogni volta che mi d il resto, quella supplica che nuota cercando di non affogare nella bella iride color nocciola. Ma ne varrebbe la pena? Se provassi ad entrare in quel dolore, se me ne facessi carico, probabilmente a conti fatti non allevierei di un grammo il suo fardello con la possibilit , nemmeno tanto remota, di sovraccaricare quello mio. Non si tratta di cinismo. Parlerei piuttosto di consapevolezza. A trentacinque anni ho assistito cos tante volte alle reiterazioni di certi meccanismi che ho smesso di credere alla favoletta dell'amore salvifico, almeno il mio non lo mai. Quindi il cavaliere pigro risale sul suo nobile destriero comperato in leasing, saluta con fare affabile la principes-sa e la lascia da sola a combattere i suoi draghi e il sortilegio che affligge il suo maniero incantato. Un giorno arriver un altro cavaliere bardato di un'armatura fatta di una lega speciale a prova di disincanto e ci penser lui. Gli lascio ogni delega e ogni mia benedizione. Mi guardo allo specchietto. Ho la faccia stanca. I capelli per sono in ordine. La radio passa per la centesima volta 1999 di Prince. Non che la cosa mi dispiaccia, anzi. Tra qualche mese finir il 1998 ed gi cominciato il conto alla rovescia per l'anno zero. Le speranze delle persone sono palloncini coloratissimi che volano ad intasare la volta celeste. Io non spero in niente, nemmeno in un asteroide che rimetta le cose finalmente a posto e faccia tornare i dinosauri. Mi sono scottato tante di quelle volte che ora mi faccio bastare il mio tiepidino fatto di piccole cose, pochissimi slanci, ancora meno amici e qualche ex o tromba amica con cui fare sesso occasionale, e per occasionale intendo proprio dire che mi devono invogliare con i saldi. La benzinaia ora un puntino colorato sul retrovisore, si chiama Marzia e ha ventisette anni, queste cose le ricordo bene, un giorno mi ha detto anche la data del suo compleanno e pure il suo segno zodiacale, mi sembra di ricordare febbraio ma pi probabile che fosse marzo per via del nome, ma prendetelo con il beneficio del dubbio perch ho una memoria pessima e il mio interesse per la astrologia prossimo allo zero. Ne ho fatto uso anch'io, di astrologia intendo, quando in passato, imberbe giovane ed inesperto, mi facevo sopraffare dall'imbarazzo e la conversazione languiva; allora, per non farmi schiacciare dal peso di tutto quel silenzio, facevo scendere in pista gli schemi zodiacali con annesso il corpo di ballo dei movimenti celesti, era il bicchiere di acqua del rubinetto che magnanimamente offrivo spacciandolo per champagne, per fare ingoiare meglio tutta quell'aria fritta che millantavo per personalit . Certe volte, violentando la mia timidezza, mi inventavo attestati di chiromanzia, e tutto solo per stabilire un contatto. Sembra una vita fa. Era una vita fa. Mi immetto in Via delle pinete, quasi pomeriggio di quasi primavera, la luce gentile, scivola sulla carrozzeria di una macchina verde che mi precede lentamente un piccolo sole in miniatura che irradia raggi di cromo e di metallo. Il parlottare del conduttore radiofonico rimane impigliato tra i filamenti del bozzolo di ovatta che racchiude i miei pensieri. Nessuno di loro lineare, sono piccoli flash che balenano da qualche punto imprecisato e poi corrono sulla superficie iridescente di uno spillo. Penso ai polsi forti di mio nonno che tengono il volante del suo Bradford rosso mentre mi aspetta all'uscita delle elementari, penso ai capelli biondissimi del mio amico di infanzia, e poi alle labbra di una ragazza sconosciuta che mi chiese un passaggio fino alla prima farmacia aperta, ci rivedemmo quella sera stessa, facemmo l'amore su una panchina ghiacciata di una piazzetta desert