Aonia edizioni. Marianna Sirca e una ricca proprietaria terriera che si innamora di uno dei piu famosi banditi della zona, Simone Sole. L'amore e ricambiato da Simone, tanto che questi e disposto a sposare Marianna nonostante tutte le difficolta che si interpongono fra loro e le tradizioni familiari. Alla fine, fra mille bugie e sotterfugi, Simone decide di lasciare Marianna per non rinunciare alla sua liberta e per evitarle gravi problemi con i componenti della famiglia, soprattutto con Sebastiano Sirca, cugino di Marianna, innamorato di lei e nemico di Simone. Il loro rapporto terminera definitivamente in maniera tragica con la morte di Simone per mano di Sebastiano.
Aonia edizioni. Oli, una giovane donna incontra un uomo sposato del quale si innamora e con cui concepisce un figlio. Per questo lei viene cacciata di casa, e trascorsi i primi anni col figlio Anania, nell'angoscia di non poter dare a suo figlio una vita dignitosa, vista la sua condizione di povera e disonorata, lo abbandona a soli sette anni davanti alla casa paterna. Questi, divenuto adulto, rintraccera la madre, e di conseguenza perdera la promessa sposa, poiche questa rifiutera di accettare la presenza di una suocera disonorata e socialmente impresentabile.
A translation of Grazia Deledda's final novel, an autobiographically based portrayal of an Italian woman coming to terms with breast cancer at the cusp of the twentieth century.The Church of Solitude tells the story of Maria Concezione, a young Sardinian seamstress living with breast cancer at the cusp of the twentieth century. Overwhelmed by the shame of her diagnosis, she decides that no one can know what has happened to her, but the heavy burden of this secrecy changes her life in dramatic ways and almost causes the destruction of several people in her life. This surprising novel paints the portrait of a woman facing the unknown with courage, faith, and self-reliance, and is the last and most autobiographical work of Grazia Deledda, who died of breast cancer in 1936, shortly after its publication. An afterword by the translator offers additional information on the author and examines the social and historical environment of that time.
Canne al vento un romanzo di Grazia Deledda. Trama In un villaggio sardo, Galte, non lontano dalla foce del Cedrino, sulla costa tirrenica della Sardegna, vive la nobile famiglia Pintor: padre, madre e quattro figlie. Il padre, Don Zame, rappresentato come rosso e violento come il diavolo, un uomo superbo e orgoglioso, ma anche prepotente e soprattutto geloso dell'onore della famiglia e ne protegge il prestigio e la nobile reputazione nel paese. Le donne, dedite ai lavori domestici, restano a casa. A questa condizione femminile si ribella solo Lia, la terza delle sue figlie, la quale trasgredendo le regole imposte dal genitore fugge sulla penisola per "prender parte alla festa della vita". Approda a Civitavecchia. Qui si sposa, ha un figlio e muore. Don Zame sembra impazzire per lo scandalo - "Un'ombra di morte grav sulla casa: mai nel paese era accaduto uno scandalo eguale; mai una fanciulla nobile e beneducata come Lia era fuggita cos ." - Il padre mentre tenta di inseguire la figlia viene trovato misteriosamente morto sul ponte all'uscita dal paese. Il fatto criminoso rester avvolto in una sorta di mistero: disgrazia o delitto? Questo l'antefatto del romanzo che nella realt narrativa viene rivelato con anacronie, nel corso della narrazione, la quale in verit comincia nel momento in cui viene annunciato l'arrivo di Giacinto, il figlio di Lia, in casa Pintor. Quando il romanzo ha inizio, le dame Pintor: Ruth, Ester e Noemi, assistono rassegnate al declino della loro giovinezza, abitano in una casa oramai cadente e sono rimaste proprietarie di un unico, piccolo podere appena sufficiente per il loro sostentamento. La vita delle Pintor scorre in una mestizia malinconica nella quale sfuma il loro orgoglio, che ha guizzi soprattutto in Noemi e meno nelle altre due pi anziane, provate dalla rinuncia e dall'aggravarsi della miseria. Invano sono protette dalla dedizione del servo Efix (Efisio un nome molto diffuso nel sud della Sardegna e si chiama cos uno dei santi patroni della citt di Cagliari), legato a loro, come il carnefice alla vittima, da un forte senso di colpa (infatti lui per favorire la fuga di Lia, per cui aveva una devozione appassionata molto simile all'amore, aveva accidentalmente ucciso il padrone). Egli sogna, con pazienza e devozione, il rifiorire della casa e della casata. Una speranza si accende con l'arrivo di Giacinto. Intorno vagano i personaggi minori, membri della comunit e del gruppo, solidali e partecipi con la loro primitiva saggezza: le giovani coetanee di Giacinto, i coetanei delle Pintor, di Efix. Le reazioni all'arrivo di Giacinto sono minutamente descritte nei vari meccanismi di accettazione e rifiuto, finch l'amore finisce per ristabilire un nuovo equilibrio, che ciascun membro della comunit ha pagato con la propria esperienza e in misura adeguata al proprio ruolo. Le pagine memorabili del romanzo che restano impresse nell'animo del lettore sono numerose: Efix e il suo mondo interiore, le sue riflessioni e le fantasie, gli interni della casa, il paesaggio, i santuari e le feste, la iniziazione difficile di Giacinto, l'amore di Noemi e quello di Grixenda per lui, quello riconoscente delle dame per Efix che si conclude nello splendido attittidu della fine, quando donna Ester parla come in una nenia funebre al servo morto, lo apostrofa e ne veste il cadavere leggero, sola nella grande casa allietata dalle nozze di Noemi col cugino don Pedru. Il narratore deleddiano adotta via via, in soggettiva, il punto di vista di altri protagonisti, come Noemi e Giacinto, ma soprattutto Efix. Il narratore distingue tra il dialogo cui affida il materiale narrativo oggettivo, spazio-temporale, e il piano soggettivo della percezione del mondo che viene rappresentato attraverso le immaginazioni e le fantasie del protagonista.
Annalena Bilsini vedova e a capo di una famiglia che comprende cinque figli maschi, lo zio Dionisio, la nuora Gina e due nipotini. Il secondogenito, Pietro, nell'esercito. La famiglia ha la possibilit di affittare un nuovo fondo a delle buone condizioni, vi si trasferisce, e trascorre l'inverno lavorando duramente la terra, da molto tempo abbandonata. Il loro obiettivo di ripristinare la loro situazione economica, in notevole declino a causa degli sperperi della generazione precedente. L'inverno particolarmente freddo, e sembra che possa distruggere i frutti del loro lavoro. Per Natale, per , la tanto attesa neve arriva a proteggere le colture. Durante la cena di Natale, inaspettatamente Pietro torna a casa in licenza, accompagnato dalla giovane sorella di Gina, Isabella. Pietro prova a sedurre Gina, scontenta del suo matrimonio, ma lei gli resiste. Annalena sembra accorgersene, ma la faccenda viene taciuta da tutti. Per sviare i sospetti, Pietro decide di fidanzarsi con Isabella, la cui famiglia benestante. Nella primavera le coltivazioni della famiglia sono molto buone, e il ricavato pu permettere loro di pagare il fitto della terra e acquistare altri capi di bestiame. Il padrone, il ricco commerciante di scope Urbano Giannini, diventa un amico di famiglia, colpito particolarmente dalla forza d'animo di Annalena. Il suo matrimonio in crisi, la moglie sull'orlo della pazzia, e la sua unica figlia Lia ha intenzione di diventare monaca. Egli cerca di stabilire una relazione con Annalena, ma quest'ultima, per quanto attratta e tentata, mantiene le distanze. Pietro torna a casa al termine del servizio di leva. Il suo fidanzamento con Isabella non lo rende felice. Confida a un fratello la sua intenzione di lasciare Isabella e mettersi assieme a Lia, anch'essa molto ricca. Una sera, dopo essere stata in un villaggio vicino a trovare i nonni, Lia scompare. Suo padre trascorre i giorni successivi alla sua ricerca, senza frutto. La voce giunge a casa della famiglia Bilsini: i sospetti sembrano cadere su Pietro, che nel giorno della scomparsa di Lia era fuori casa. Lo zio Dioniso ha un alterco con lui, in seguito al quale le sue condizioni di salute precipitano e lo portano alla morte. Lia viene trovata sana e salva in un convento vicino. Pietro, sentendosi colpevole della morte dello zio, sembra maturare e a cominciare a voler bene a Isabella.
Anime oneste Dall'incipit ANIME ONESTE. L'ARRIVO. Dopo la morte della vecchia donn'Anna, sistemati gli affari, Paolo Vel na prese con s la piccola nipote e, com'era stabilito, la condusse ad Orol , presso la sua famiglia. Orol una piccola sotto-prefettura sarda, nella provincia di Sassari. Citt fiorentissima sotto i Romani, decaduta poi per le scorrerie dei Saraceni, risorse sotto il dominio dei Barisone, giudici o re di Torres, e si mantenne forte sino all'abolizione dei feudi in Sardegna, avvenuta nella prima met di questo secolo. Nel censimento delle popolazioni sarde, fatto da Arrius, illustre ploaghese che visit le 42 citt dell'isola ai tempi del console Marco Tullio Cicerone (116-43 a. C), Orol figurava per centomila abitanti, tra l'urbe, i castelli e i villaggi sottoposti, e Antonino di Tharros, nella relazione dei saccheggi saraceni, parla di grandi vestigi lasciati dai Romani in Orol , fra cui magnifiche terme, costrutte sotto il pretore M. Azio Balbo. Al presente Orol non conserva alcun ricordo della dominazione romana, tranne che nel dialetto latino, e i suoi abitanti sono appena sei o sette mila. Il suo solo monumento Santa Croce, vecchia chiesa pisana del 1100, con affreschi del Mugano, pittore sardo del secolo XVII.