Un romanzo che non un romanzo. Una biografia che non una biografia. Un racconto pensato e scritto, forse, durante tre anni detenzione nel carcere Pagliarelli di Palermo. Nessun editing, professionale se non le correzioni di me stesso, l'autore. Nessuna pretesa di riconoscimenti, semplicemente gli sfoghi durante giorni vuoti, ma che vuoti non sono stati se non grazie alla mia voglia di rinascere Un incontro surreale, coincidenze e destini che s'incrociano in tempi diversi, ma il tempo in questo romanzo segue una linea non sempre retta, forse solo allucinazioni, saranno i suggerimenti per la svolta della vita del protagonista? Intanto, un vecchio scrittoio decorato con le immagini simboliche della creazione divina che sembrerebbero indicare una probabile rinascita, e la passione per il teatro, alimenteranno un sogno. Biografia azzardata, a tratti pisco-filosofica, fortemente introspettiva e carica di momenti emotivamente ricchi, da cui il lettore pu trarre attimi di riflessione anche intensi e, perch no, costruttivi. Commovente la lettera che il protagonista scrive al padre ormai defunto da parecchi anni e l'episodio che lo vede bambino al momento del distacco dalla madre.