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1000 tulosta hakusanalla Francesco Boni de Nobili

Blasonario di Spilimbergo

Blasonario di Spilimbergo

Francesco Boni de Nobili

Independently Published
2018
nidottu
Spilimbergo, antica cittadina posta sulla pedemontana pordenonese, stata a lungo feudo degli omonimi Signori, dei quali conserva abbondanti tracce araldiche. Ma citt e territorio circostante conservano molti reperti araldici riferiti anche ad altre famiglie che a diverso titolo hanno svolto un ruolo nella storia di Spilimbergo e che pure hanno lasciato traccia di s nell'araldica locale.Questo volume, nella sua seconda edizione integrata e aggiornata, si propone di raccogliere tutte le testimonianze araldiche che attengono a Spilimbergo e alle famiglie che a Spilimbergo hanno vissuto, ma anche gli stemmi che riportano a famiglie spilimberghesi, sebbene non pi presenti sul territorio.
Abbazia di Santa Maria in Sylvis di Sesto al Reghena: Presenze araldiche
L'araldica un fenomeno che inizia a stabilizzarsi nella prima met del XII secolo a seguito di un certo sviluppo dell'equipaggiamento militare. Ma se all'inizio gli stemmi vengono adottati dalla nobilt di spada, grande, media e piccola, bastano pochi decenni perch il loro uso si estenda anche ai non combattenti, alle donne, ai borghesi, alle citt e poi via via agli artigiani, alle corporazioni... agli ecclesiastici. L'Abbazia di Santa Maria in Sylvis di Sesto al Reghena rappresenta un caso emblematico: nonostante le gravi perdite e le trasformazioni subite nel corso del tempo, vi si trova infatti una cospicua raccolta di stemmi ecclesiastici, riferiti agli abati che si sono succeduti nella commenda, la maggior parte dei quali sono stemmi familiari, mantenuti dal presule anche dopo l'elezione al priorato o, ancor pi spesso, al vescovato.
Racconti 1990 1995

Racconti 1990 1995

Francesco Boni de Nobili

Independently Published
2018
nidottu
Questi Racconti di Francesco Boni de Nobili, sono pervasi da un surrealismo velato, che parlano di amore e di speranza, ma anche di fatalismo o di fatale destino. La vita, osservata attraverso la lente dello scetticismo, in modo asciutto e disincantato, appare come necessit assoluta e immodificabile, sebbene in situazioni diverse: nell'attesa interminabile di giungere alla meta ambita, fino alla consapevolezza che la meta sar irraggiungibile; o nel ritorno al sogno di un tempo, quando ancora tutto andava scritto e le aspettative erano tante e tutte bellissime e correvano verso un mare ignoto, insieme alle acque del fiume della giovinezza; o nel naufragio di un matrimonio che affoga nello stretto spazio di cento metri di mare. Ma in questi racconti c' anche l'amara riflessione che tutto casuale e ha una fine e che anzi, purtroppo, spesso proprio le cose belle, quelle che si amano di pi , finiranno un giorno per lasciarci.
Mino Mio Padre: Giorni Di Guerra Di Un Ufficiale Della RSI

Mino Mio Padre: Giorni Di Guerra Di Un Ufficiale Della RSI

Francesco Boni de Nobili

Independently Published
2018
nidottu
L'esperienza di guerra di mio padre Mino, cos come la memoria mi ha consentito di ricordare dai racconti ascoltati dalla sua viva voce. Sono passati gli anni, ma il ricordo di lui resta imperituro. Part ventenne e torn uomo. "Fiore insanguinato dei nostri vent'anni, non avrai primavera. Triste ti attende e buia la stagione del dolore".
Quattro storie d'amore degli Accademici incogniti pordenonesi: Novelle del XVII secolo
"Le Cento novelle amorose" furono un tentativo di "aggiornare" la letteratura italiana con un nuovo Decamerone, impegno difficile, che vide l'entusiastica partecipazione di numerosi letterati, tra i quali figurano due pordenonesi, Pietro (Giovanni) Pomo e Liberale Mottense, il primo con tre novelle, il secondo con una novella. Il nuovo "Decameron" pot dirsi compiuto nel 1651.
Testimonianze Araldiche Nel Palazzo Patriarcale Di San Vito Al Tagliamento
Gli stemmi ritornati alla luce al piano nobile del castello patriarcale di San Vito al Tagliamento dopo un secolare oblio, una ventina, databili intorno al XVI secolo e dipinti per lo pi sui fascioni che si svolgono lungo le pareti laterali, intervallati da decorazioni di tipo floreale, sono finestrelle spalancate sulla storia, attraverso le quali sbirciare per riscoprire brandelli di un passato fulgido, ma troppo spesso dimenticato.
Le campane di Montecurto

Le campane di Montecurto

Francesco Boni de Nobili

Independently Published
2018
nidottu
Una storia avvincente che pare riaffiorata per caso dalla polvere del tempo, raccontata col piglio agile e snello del narratore. L'azione si svolge nel 1809, nell'arco dei giorni che vanno dall'11 al 23 gennaio. L'ambiente quello della Garfagnana e della Lunigiana dell'Aulella, all'epoca dei fatti sommersa da un gelido manto di neve.
La rivolta antifrancese di Castelnuovo nel 1796: La Garfagnana estense del XVIII secolo
La notte di Natale del 1796, una colonna in armi di circa tremila uomini di fanteria e artiglieria franco-italiana, agli ordini del generale Rusca, giunge a Castelnuovo di Garfagnana. Lo scopo quello di riportare l'ordine dove era scoppiata una rivolta. L'epilogo sar tragico per la Garfagnana, anche perch il viaggio compiuto da quei soldati non poteva n doveva apparire inutile.
Valori Primordiali - Catalogo Della Mostra

Valori Primordiali - Catalogo Della Mostra

Francesco Murano; Innocenzo Rifino; Diego Rossi; Enrico Bosa; Roberto Boni

Lulu Press Inc
2014
nidottu
In questo catalogo sono presenti i lavori, frutto di un percorso progettuale sviluppato a Como durante il Laboratorio di Sintesi Finale del Corso di Studi in Disegno Industriale. Nell'elaborare i progetti ispirati alla rivista "Valori Primordiali", gli studenti hanno riversato nel proprio lavoro suggestioni personali e, seppur supportati dal confronto-scontro con i docenti e con le problematiche tecniche-produttive, hanno fatto prevalere la loro particolare interpretazione delle tematiche proposte e analizzate.
Francesco

Francesco

Giuseppe Cionchi

Edizioni Sant'antonio
2018
pokkari
Franciscus/Francesco e la rivoluzione nella Chiesa, nel mondo e per la pace, perch - "sei l'unico che ci difende": il grido rivolto a Francesco dalla gente semplice, povera, umile dell'America Latina e di ogni parte del mondo; - "Chiesa povera e per i poveri" lo slogan continuo dei suoi messaggi; - il leader mondiale per la casa comune. Con la "Laudato si", Enciclica sulla cura della casa comune lancia il suo messaggio N. ONE all'umanit e invita: "Svegliate il mondo, svegliate la Chiesa"; - "abbiamo l'obbligo morale di seguire il Papa" sulla cura della casa comune e dell'ambiente, dichiara Obama; - "Tutti hanno diritto alle 3 T: Terra, Casa, Lavoro", propone insieme ai Movimenti popolari del mondo: - NO alla guerra, alla violenza, all'idolatria del denaro "sterco di Satana", allo sfruttamento dei poveri, dei disoccupati, dei sottoccupati, dei bambini, degli schiavi/e, dei giovani, degli anziani, delle donne...; - SI' alla pace, alla fratellanza universale, al bene comune, a una vita degna per tutti...
Francesco Geminiani (1687-1762)

Francesco Geminiani (1687-1762)

Enrico Careri

Clarendon Press
1993
sidottu
Although Francesco Geminiani is a relatively well-known composer whose name is frequently cited in studies of baroque music, his biography and works have been relatively little researched. His music was often analysed without due reference to the biographical and historical background, and his multifarious activities as violinist, composer, theorist, and small-scale entrepreneur were never considered in their full interrelationship. The present study represents a first attempt at providing a comprehensive account of a composer who in the first half of the eighteenth century dominated the English musical scene alongside Handel. The first volume traces Geminiani's life and career from his birth in Lucca in December 1687 to his activities in three centres: London, Paris, and Dublin. After analysing the critical reception to Geminiani, both contemporary and modern, Dr Careri examines his compositions by genre, illustrating his remarks with some 39 music examples, some presented in facsimile. The second volume is a complete thematic catalogue with music incipits, containing details of primary sources, reworkings and transcriptions, and modern editions.
Maria, nemica del peccato. Meditazioni mariane di san Francesco de Geronimo S.I.
San Francesco de Geronimo (1642-1716) e la Madonna: un legame profondo e viscerale; un amore filiale straordinario ed ineffabile. Il taumaturgo gesuita fu l'autore del canto mariano "Dio ti salvi, Regina", che divenne l'inno nazionale della Corsica. Il santo missionario del Regno di Napoli afferm che un cristiano difficilmente si potrebbe salvare se non stato un vero devoto della Madonna, che la chiave d'oro del Paradiso. Per ventidue anni, ogni marted , tenne un ciclo di prediche nella chiesa di "Santa Maria di Costantinopoli", alla quale i napoletani erano particolarmente devoti, in quanto protettrice della citt durante le calamit naturali. Prima di uscire dal "Ges Nuovo" per andare a predicare nei pressi del Maschio Angioino e nei Quartieri spagnoli rivolgeva uno sguardo alla Madonna. Nelle carceri, negli ospedali e nelle galere distribuiva delle medagliette che aveva fatto realizzare e che riproducevano l'effigie della "Mater Divinae Gratiae".
Il vero volto del padre Francesco de Geronimo
Francesco Occhibianco un appassionato studioso del santo missionario gesuita Francesco de Geronimo, nato a Grottaglie il 17 dicembre del 1642 e morto a Napoli l'11 maggio del 1716. In questo libro, partendo da quello che pu essere considerato il pi antico dipinto ad olio che ritrae il taumaturgo (si tratta di un quadro proveniente da Avellino), l'Autore ricostruisce in maniera completa e capillare l'intera iconografia degeronimiana. Il padre Francesco de Geronimo, come scrissero i suoi primi biografi, Carlo Stradiotti, Simone Bagnati e Carlo De Bonis, aveva una fronte alta e spaziosa, un naso aquilino, un collo sottile. Gli occhi erano vivaci e penetranti. La sua voce, che all'inizio del suo apostolato sembrava non poter reggere la fatica di tante prediche, veniva ascoltata anche ad una certa distanza. La carnagione del santo era bruna, i capelli neri, ma radi. Nell'ultimo periodo della sua vita, la mancanza di denti conferiva al suo volto un aspetto di grazia e non difetto.