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1000 tulosta hakusanalla Franco Pelliccioni

Esposizioni Universali, Coloniali E Internazionali Di Parigi 1855-1937: Alla Ricerca Delle Straordinarie Testimonianze Delle "manifestazioni Massime"
Come si pu "raccontare" Parigi, una citt mondiale, una delle pi importanti capitali europee, senza incorrere nel banale, nel dej vu, in ripetizioni o clich ? Laddove novit architettonico-ingegneristiche, grandiose o futuristiche, non si siano aggiunte ultimamente al territorio urbano e al complesso dei suoi arredi, trasformando con intelligenza l'esistente? Naturalmente posso parlare dei musei, visitati anche per professione. E, poi? a questo punto che scatta in me "qualcosa". Chiss , forse l'idea giusta, capace di suscitare interesse in chi legge... D'altronde l , davanti a me, davanti a tutti noi. Si pu dire da sempre... Generazioni di uomini e donne, provenienti da tutto il globo, l'hanno desiderata, vista, ammirata. Infatti tutti la conoscono, anche se non si mai stati a Parigi. Perch il simbolo e la quintessenza della citt . L , alta nel cielo, visibile da ogni angolo della citt e da fuori. Ma s , ... la Tour Eiffel Non solo perch la "Torre" del mondo, per antonomasia. Ma perch rappresenta una parte, sia pur minima, sia pure "grandiosa", di una delle gigantesche e storiche Esposizioni Universali, tenutesi a Parigi a partire dalla seconda met del XIX secolo. Ecco che, sic et simpliciter, una delle mie ricorrenti visite alla megalopoli europea si tramuter , sia pure parzialmente, in un'autentica "caccia al tesoro". Dove i "gioielli" sono i resti e le vestigia di ci che rimasto dopo ciascuna Esposizione. Anche perch era invalsa l'abitudine di disfarsi di quanto costruito, tra l'altro non sempre eseguito con materiale "precario"... Ho osservato i luoghi di diverse Esposizioni, come quelli di Montr al (1967) e di Lisbona (1998). Altri li ho visti in televisione. Non mi hanno interessato pi di tanto. Quanto costruito non sembrato, poi, troppo dissimile da ci che possiamo vedere all'esterno. Non costituendo un grande palco, che faccia da tramite e da collante comunicativo tra societ , genti e culture diverse. Come invece hanno fatto le Esposizioni di Parigi, tenutesi prima dell'avvento (o dell'esponenziale diffusione) della radio, prima, e della televisione, poi. E prima ancora dei viaggi: da quelli con la britannica Cook, a quelli di massa... Le Esposizioni 1855-1937 possiedono una marcia in pi che, in seguito, nessun'altra avr mai. Anche perch i tempi, il clima, le situazioni, gli avvenimenti, le cornici sociali e culturali, i modelli culturali e di riferimento sono radicalmente cambiati. Mentre in quegli anni esse rappresentavano, nel contempo, la "Manifestazione Massima" e una grandiosa vetrina del mondo. Fatta da edifici, prodotti, musiche, cibi, danze, arte, tecnologia, industria, invenzioni, uomini. Tanto da contribuire alla marcia del progresso nel corso della Seconda Rivoluzione Industriale. In una parola vi era racchiusa un'onnicomprensiva sintesi dell'universo umano, che a quei tempi si poteva solo sognare. Eccola, invece, a portata di passi e di treno. Perch basta solo un... biglietto d'ingresso Singoli, famiglie intere e gruppi avranno a disposizione, al loro interno, un'immagine caleidoscopica del mondo, sia pure riveduta e corretta. Ben presto diventer un must andarci: per divertirsi, essere alla moda, ma anche per conoscere... In quegli anni due sono state le Parigi, l'una all'interno dell'altra. Ma la "nuova", cos attraente e desiderata, non doveva cercare di sostituirsi alla "vecchia", ma solo scomparire. La stessa Eiffel ha rischiato di fare quella fine nel 1909, anche se con lei l'Effimero si prender la pi straordinaria delle rivincite Uno dei principali motivi della singolare autodistruzione sta nel fatto che le Esposizioni si tenevano nel centro di Parigi, dove l'unico grande spazio disponibile era lo Champ-de-Mars. Ma qui c' l' cole Militaire ed terreno militare. Utilizzato per le parate dei cadetti, oltre che per le corse dei cavalli, per le mongolfiere e per gli anniversari della rivoluzione
ESPOSIZIONI UNIVERSALI, COLONIALI E INTERNAZIONALI DI PARIGI 1855-1937 "b/w": Alla Ricerca Delle Straordinarie Testimonianze Delle "manifestazioni Mas
Come si pu "raccontare" Parigi, una citt mondiale, una delle pi importanti capitali europee, senza incorrere nel banale, nel dej vu, in ripetizioni o clich ? Laddove novit architettonico-ingegneristiche, grandiose o futuristiche, non si siano aggiunte ultimamente al territorio urbano e al complesso dei suoi arredi, trasformando con intelligenza l'esistente? Naturalmente posso parlare dei musei, visitati anche per professione. E, poi? a questo punto che scatta in me "qualcosa". Chiss , forse l'idea giusta, capace di suscitare interesse in chi legge... D'altronde l , davanti a me, davanti a tutti noi. Si pu dire da sempre... Generazioni di uomini e donne, provenienti da tutto il globo, l'hanno desiderata, vista, ammirata. Infatti tutti la conoscono, anche se non si mai stati a Parigi. Perch il simbolo e la quintessenza della citt . L , alta nel cielo, visibile da ogni angolo della citt e da fuori. Ma s , ... la Tour Eiffel Non solo perch la "Torre" del mondo, per antonomasia. Ma perch rappresenta una parte, sia pur minima, sia pure "grandiosa", di una delle gigantesche e storiche Esposizioni Universali, tenutesi a Parigi a partire dalla seconda met del XIX secolo. Ecco che, sic et simpliciter, una delle mie ricorrenti visite alla megalopoli europea si tramuter , sia pure parzialmente, in un'autentica "caccia al tesoro". Dove i "gioielli" sono i resti e le vestigia di ci che rimasto dopo ciascuna Esposizione. Anche perch era invalsa l'abitudine di disfarsi di quanto costruito, tra l'altro non sempre eseguito con materiale "precario"... Ho osservato i luoghi di diverse Esposizioni, come quelli di Montr al (1967) e di Lisbona (1998). Altri li ho visti in televisione. Non mi hanno interessato pi di tanto. Quanto costruito non sembrato, poi, troppo dissimile da ci che possiamo vedere all'esterno. Non costituendo un grande palco, che faccia da tramite e da collante comunicativo tra societ , genti e culture diverse. Come invece hanno fatto le Esposizioni di Parigi, tenutesi prima dell'avvento (o dell'esponenziale diffusione) della radio, prima, e della televisione, poi. E prima ancora dei viaggi: da quelli con la britannica Cook, a quelli di massa... Le Esposizioni 1855-1937 possiedono una marcia in pi che, in seguito, nessun'altra avr mai. Anche perch i tempi, il clima, le situazioni, gli avvenimenti, le cornici sociali e culturali, i modelli culturali e di riferimento sono radicalmente cambiati. Mentre in quegli anni esse rappresentavano, nel contempo, la "Manifestazione Massima" e una grandiosa vetrina del mondo. Fatta da edifici, prodotti, musiche, cibi, danze, arte, tecnologia, industria, invenzioni, uomini. Tanto da contribuire alla marcia del progresso nel corso della Seconda Rivoluzione Industriale. In una parola vi era racchiusa un'onnicomprensiva sintesi dell'universo umano, che a quei tempi si poteva solo sognare. Eccola, invece, a portata di passi e di treno. Perch basta solo un... biglietto d'ingresso Singoli, famiglie intere e gruppi avranno a disposizione, al loro interno, un'immagine caleidoscopica del mondo, sia pure riveduta e corretta. Ben presto diventer un must andarci: per divertirsi, essere alla moda, ma anche per conoscere... In quegli anni due sono state le Parigi, l'una all'interno dell'altra. Ma la "nuova", cos attraente e desiderata, non doveva cercare di sostituirsi alla "vecchia", ma solo scomparire. La stessa Eiffel ha rischiato di fare quella fine nel 1909, anche se con lei l'Effimero si prender la pi straordinaria delle rivincite Uno dei principali motivi della singolare autodistruzione sta nel fatto che le Esposizioni si tenevano nel centro di Parigi, dove l'unico grande spazio disponibile era lo Champ-de-Mars. Ma qui c' l' cole Militaire ed terreno militare. Utilizzato per le parate dei cadetti, oltre che per le corse dei cavalli, per le mongolfiere e per gli anniversari della rivoluzione fr
Alla Scoperta del Mondo: Vol. 2: AFRICA

Alla Scoperta del Mondo: Vol. 2: AFRICA

Franco Pelliccioni

Independently Published
2019
nidottu
Questo secondo volume dedicato all'Africa comprende 17 esploratori, 6 archeologi, 1 naturalista, 1 paleontologo. In ordine cronologico i loro nomi: 1. Ma'at-ka-Ra Hatshepsut, potente Faraone-donna, propugnatrice dei viaggi degli Egizi nel paese tropicale di Punt (penisola sudarabica, Somalia, stretto di Bab el-Mandeb, Africa orientale? 2. Con un esercito si inoltr profondamente nel Sahara, per imporre la Pax Romana ai Garamanti, leggendari conduttori di quadrighe nel deserto: Lucio Cornelio Balbo Minore 3. Un "intellettuale di frontiera", esempio vivente dell'incontro tra la tradizione arabo-islamica e il cambiamento euro-occidentale: Leo Africanus 4. Il cartografo della "Valle dei Re". Al pastore, viaggiatore Richard Pococke si devono i primi studi descrittivi dell'Egitto antico 5. Dalle rive del Niger a Timbuct il grande esploratore scozzese Mungo Park 6. Due anni e mezzo nel Deserto. Primo europeo ad attraversare il Sahara nord-orientale fu il tedesco Friedrich Konrad Hornemann 7. Una "favola" perduta nel cuore del Sahara. L'esploratore francese R n Caill nel 1828 raggiunse la mitica citt di Timbuct 8. Un toscano al seguito di Champollion. Allievo del decifratore della stele di Rosetta, Ippolito Rosellini pu dirsi padre dell'Egittologia italiana 9. Heinrich Barth, pioniere dell'esplorazione scientifica. Dal 1850 al 1855 lo studioso tedesco comp uno straordinario viaggio alla scoperta dei tesori segreti dell'Africa sahariana 10. Il sepolcreto del Toro Api, una delle pi singolari scoperte dell'Egitto antico, dovuta all'archeologo autodidatta Auguste Mariette 11. Un unico obiettivo perseguito con tenacia: dare una risposta all'enigma delle sorgenti del Nilo: John Hanning Speke 12. Quell'intrepido toscano tra i cannibali Niam Niam: Carlo Piaggia, esploratore italiano, che visit gran parte dell'Africa nilotica 13. Nella terra dei gorilla e dei pigmei, l'avventuroso ed enigmatico esploratore franco-americano Paul Belloni Du Chaillu 14. Alla scoperta dell'Africa con battelli pieghevoli, champagne e posate d'argento: Henry Morton Stanley 15. Oltre le cateratte del fiume Congo: il grande esploratore italiano, naturalizzato francese, Pietro Savorgnan di Brazz 16. Un gigante dell'Egittologia: Sir William M. F. Petrie, intrepido viaggiatore e autore di grandi imprese archeologiche 17. Bizzarrie di un egittologo: Ernest Alfred Wallis Budge, una delle pi controverse figure dell'archeologia britannica 18. Un insolito esploratore in terra d'Africa: Harry H. Johnston, singolare figura di naturalista, linguista, pittore e scrittore 19. Seimila chilometri di giungla portando sulle spalle un battello a vapore smontato. Nel Sudan meridionale, sulle tracce dell'ottocentesca "Spedizione" di Jean-Baptiste Marchand 20. Come l'antico Egitto incant gli Stati Uniti: James Breasted, probabilmente il pi grande egittologo che abbia avuto l'America 21. Tra passioni e avventure dipanatesi tra Europa e Nord-Africa il passaggio della misteriosa "meteora" Isabelle Eberhardt: sahariana e spia francese, scrittrice e corrispondente di guerra, agente della resistenza araba, fervente musulmana sufi 22. Alla ricerca dell'oasi perduta di Zerzura e dell'armata persiana di Cambise, scomparsa nel Deserto Libico nel 525 a.C. Le spedizioni di L szl Alm sy, l'autentico "Paziente Inglese", nel "Grande Mare di Sabbia" egiziano 23. Il Vecchio" del deserto che scandagli i mari: Th odore Monod, poliedrica e straordinaria figura di viaggiatore e di scienziato 24. Alla scoperta dell'ominide pi antico: il paleontologo Louis Leakey, iniziatore degli studi nel celebre sito di Olduvai in Tanzania 25. L'invincibile attrazione per gli immensi spazi, dove assoluto domina il silenzio: Roger Frison-Roche 224 pp., 179 foto.
Dal Tell Al Sahara "b/W": Viaggi in Tunisia, Tra Le Testimonianze Archeologiche del Passato E Culturali Arabo-Berbere-Islamiche Odierne
Le mie due "immersioni" tunisine mi hanno dato modo di "assaggiare", con il cervello, lo sguardo, l'olfatto, l'udito e il gusto: colori, sapori, silenzi, panorami e quant'altro si "affolla" nel paese maghrebino.Scendendo da nord verso sud, il viaggiatore ha la possibilit di accostarsi gradatamente ai diversi habitat che compongono il territorio. Partendo da Tunisi si attraversano regioni su regioni punteggiate da una miriade di alberi d'olivo. Che andranno a diradarsi solo nelle regioni pi meridionali e semidesertiche. Lasciando il posto a vegetazioni pi povere e arbustifere. Sulla fascia costiera, invece, l'olivo d spesso il "testimone" all'albero da frutto. Ma un'altra grossa presenza, che l'immaginario collettivo identifica con il deserto, rappresentata dalla palma, anzi da centinaia di migliaia di palme. Che gi incontriamo nelle oasi marittime di Gab s e Mareth. Per non parlare di quelle che "affrescano" l'isola di Djerba. Ma forse queste sono solo eccezioni. Poich le oasi, quelle autentiche, le incontreremo verso il confine con l'Algeria. Laddove il Sahara sabbioso, il Grande Erg Orientale, spinge le sue immense lingue dunose nell'ovest del paese. Quasi ad offrire su un vassoio, a chi si inoltra fin l , il meglio del fascinoso e irresistibile richiamo del deserto. Dove l'infinito regna supremo. Come infinito il numero delle palme esistenti nelle grandiose oasi di pianura di Douz, Nefta e Tozeur. Non a caso localizzate nel Bled el-Djerid, il "paese delle palme". Ho accennato all'aspetto fitogeografico, perch in definitiva piante e vegetazione sono le prime cose che risaltano subito agli occhi del viaggiatore. Rappresentando le "spie", le cartine di tornasole dei diversi ecosistemi presenti. E i loro estremi passano da un habitat di tipo mediterraneo ad uno di tipo prettamente desertico. Inoltre ciascuno degli ecosistemi da me avvicinati rappresenta l'anticamera del prossimo, ancora pi arido, come una sorta di scatole cinesi o uno straordinario e immenso "manuale" di storia naturale. Cos baster sfogliarlo, pagina dopo pagina, per trovarsi di fronte al successivo ecosistema. Un'ulteriore conferma al mio assunto discende dal fatto che per arrivare fino al Sahara si deve necessariamente passare per il Sahel. Non quello noto per la sua desertificazione. Ma perch la Tunisia sembra essere l'unico paese arabo ad avere una regione prospiciente il mare chiamata appunto Sahel, cio "costa-sponda" (tra Hammamet e Mahdia). Il libro offre al lettore una sintesi del meglio che il paese ha da offrire. A partire dalle caratteristiche umanizzate: dal celebre Museo del Bardo di Tunisi con gli innumerevoli, meravigliosi mosaici romani provenienti dalle diverse aree archeologiche del paese, alla "citt santa" di Kairouan; dai resti archeologici punici (Cartagine) e romani (il "Colosseo" ad el-Djem, gli splendidi templi di Sufetula), agli originari nuclei urbani (le Medine di Tunisi, Sfax e Houmt Souk nell'incantevole isola di Djerba), alle fortificazioni: arabe (il Ribat di Monastir) ed europee (Bordj el-Kebir, a Djerba). Per non parlare delle cittadine e dei villaggi tradizionali, sia arabi - nel nord -, che berberi - a sud -. Compreso quell'incredibile agglomerato trogloditico di Matmata O di quelli "fantasma", poich abbandonati dopo le inondazioni (nelle oasi di montagna di Chebika, Tamerza e Mides). E che dire dei suqs (Tunisi, Sfax, Tozeur), dei mercati settimanali non turisticizzati, della linea ferroviaria che spunta dal deserto e che convoglia il fosfato dalla ricca regione mineraria di Metlaoui fino a Gafsa e, poi, a Sfax, importante porto e citt industriale?E ancora: la steppa a sud della regione di Kairouan; le "lunari" montagne Matmata dell'interno; i miraggi intravisti in lontananza; i "castelli" berberi (Medenine, Ksar Haddada, Tataouine, Chenini); le tracce lasciate dalla "guerra del deserto". Infine, nel Grande Erg Orientale, il castrum di Tisavar, ai "confini meridionali
ULTIMA THULE "b/w": Ricordi Di Un Viaggio Di Studio Invernale Nelle Isole Shetland
Pitea "aveva udito che essa la pi settentrionale delle isole britanniche, sei giorni pi a nord della Britannia e vicina quasi un giorno soltanto dal "Mare Gelato", se non era concepito come "Mare rappreso" (...) in cui terra e mare e tutto galleggia (...) cosa che non pu essere oltrepassata da uomini e navi (...) vi terra abitabile fino alle "parti estreme intorno a Thule". Pitea il navigatore greco che, alla fine del IV secolo a.C., effettu il suo avventuroso viaggio verso le terre boreali europee. Fino a giungere a quella che venne definita l'isola di Thule o Ultima Thule che, secondo alcuni, sarebbe individuabile nelle isole Shetland. Non so se questo arcipelago nordico sia la Thule dell'avventuroso greco. Senz'altro per me l'isola di Mainland rappresent il punto pi settentrionale toccato nella mia vita. Tanto pi che il particolare aspetto geo-astronomico veniva confermato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, dal rigido clima invernale. Connotato da un gelo cos intenso da penetrare nelle ossa. Spesso accompagnato da impressionanti raffiche di vento, capaci improvvisamente di sospingerti. E dire che l'anno appresso avrei raggiunto il punto pi vicino al Polo Magnetico. A Resolute Bay, nell'Alto Artico canadese, nel corso del mio survey antropologico tra gli Inuit. Poi, venti anni dopo, nelle Svalbard avrei oltrepassato in due occasioni quella latitudine, prima a Longyearbyen, successivamente a Ny- lesund. Eppure nel 1982 potevo ritenermi pi che soddisfatto per quello che, all'epoca, costituiva il mio record personale. Per la prima volta in vita mia io, che avevo effettuato ricerche solo nei paesi tropicali, potevo addirittura pensare di trovarmi ben pi a nord, di quel che ero in realt . Come i protagonisti delle spedizioni esplorative ed etno-antropologiche, che mi avevano affascinato da ragazzo. L'idea di realizzare questo libro, rendendolo disponibile ad una pi ampia platea di lettori, rispetto a quelli che avevano avuto modo di leggere i miei articoli sull'argomento, venuta guardando: Shetland, serie televisiva prodotta per la BBC. Inaspettatamente ho provato una forte sensazione di nostalgia, osservando nuovamente quell'ambiente cos completamente differente da quelli mediterranei. Quasi sempre caratterizzato da chiaroscuri di inusitata, seppur singolare, bellezza. I panorami maestosi, le gigantesche scogliere a picco sul mare, le nuvole basse, l'atmosfera decisamente subartica, mi hanno fatto tornare alla mente che quelle isole potevano realmente rappresentare, ca. 2.500 anni fa, l'ultima terra abitabile dell'ecumene. Perch avrei perfino potuto ammirare, alte nel cielo notturno, le sciabolettanti e fantasmagoriche aurore boreali dell'Ultima Thule...Quel viaggio nordico avrebbe rappresentato per me il primissimo approccio ad una realt ecologico-culturale radicalmente diversa da quelle conosciute fino ad allora (Sudan, Kenya, Messico). Che l'anno appresso, con il mio survey tra sei comunit Inuit dell'Artico canadese, si sarebbe andata rafforzando. Tra l'altro in quelle isole scozzesi l'ex africanista avrebbe "incontrato" per la prima volta i Vichinghi. Un iniziale approccio, che si sarebbe consolidato in seguito. Poich le Shetland rappresentarono la prima di numerose "tappe" del mio futuro peregrinare sulle tracce del movimento vichingo d'oltremare, che mi avrebbero condotto: ancora a sud-ovest (Orcadi, Scozia e Inghilterra nord-orientale, Ebridi Esterne, F r er, Dublino), verso nord (Svalbard), verso ovest (Terranova, Islanda, Groenlandia, Labrador), verso sud (Normandia), verso est (Russia). Grazie al quel viaggio sarebbe stato gettato il primo seme di ci che, anni dopo, si sarebbe trasformato nel mio Programma sulle Comunit Marittime dell'Atlantico Settentrionale.Naturalmente ho integrato e aggiornato i dati statistici, economici e demografici inseriti nel volume, in modo da offrire al lettore un quadro il pi completo possibile della "situaz
Masters & Commanders Verso l'Ignoto: NAVIGAZIONI STRAORDINARIE AI CONFINI DELLA TERRA PARTE II: XIX secolo
La presenza in questo secondo volume della trilogia di Masters & Commanders di un autentico parterre du roi di navigatori credo possa ampiamente attrarre curiosit e interesse del lettore. John Ross, Bellingshausen, Parry, Franklin, Nils Nordenskj ld, Sverdrup, Nansen: ecco alcuni dei nomi pi prestigiosi dell'esplorazione marittima qui raccolti. Figure storiche di spessore, particolarmente richiamate dai deserti ghiacciati del Polo Sud, come del Polo Nord. E che spesso si sarebbero anche dovuti cimentare nella ricerca estenuante di una via settentrionale verso l'Oriente: i mitici "Passaggi" a Nord-Ovest e a Nord-Est. A loro ho aggiunto altri protagonisti, che solo superficialmente potremmo considerare "minori"... Come la coppia russa Lisianski e Kruzenstern che, all'inizio del XIX secolo, realizz la prima circumnavigazione del mondo dell'Impero zarista. E che dire di Matthew Flinders, nonno di uno dei pi grandi egittologi inglesi? L'antenato dell'archeologo scoprir , infatti, dopo averla integralmente circumnavigata, come l'Australia in realt sia... una gigantesca isola Se poi, accanto a loro, ci collochiamo, ad esempio, un baleniere, stiamo forse sminuendo le qualit di tutti gli altri? Ma, no... Poich in Scoresby junior emergeva un'innata propensione per la scienza, l'osservazione empirica, gli esperimenti. Anzi, si pu dire come egli sia stato addirittura un precursore. Lui, che era un incredibile e curiosissimo autodidatta, e che prestava estrema attenzione a cose, fatti, fenomeni, accadimenti, dettagli. Suoi saranno i primi lavori scientifici pubblicati sull'Artico. Sar stato forse solo per un colpo di fortuna, ma sar invece il norvegese Carlsen, un altro "non paludato" frequentatore dei mari artici, a scoprire nella remota isola della Nuova Zemlja l'accampamento invernale del navigatore Barents, risalente a quasi tre secoli prima. Ecco poi spuntare dal nostro parterre un altro periplo della Terra. Quello della Novara comandata dall'Arciduca Ferdinando Max, per brevissimo tempo perfino Imperatore del Messico. A questo punto vi stareste forse domandando se nel mio elenco sia compreso anche qualche italiano. Risposta affermativa: Enrico D'Albertis, che al suo attivo conta tra l'altro: tre viaggi intorno al mondo, crociere della Marina e su yachts, scontri navali, esplorazioni fluviali. Inoltre non potevo qui non ricordare la missione diplomatica in Asia dello squadrone navale dell'Ostasiengeschwader prussiana. A questo punto bisogna per tornare cronologicamente indietro. La parte principale del libro infatti costituita dalla grande spedizione del navigatore britannico Sir John Franklin. Scomparsa misteriosamente nel nulla, mentre a met ottocento si accingeva ad inoltrarsi all'interno di quel gigantesco e caotico meandro di isole, stretti e canali, che formano l'arcipelago artico canadese. Per molto, troppo, tempo non si sapr pi nulla della sorte toccata alle due navi e ai loro equipaggi. Come dicono gli inglesi, con ogni probabilit bisognava quindi solo aspettarsi il tragico: ships lost with all hands. Solo dopo quasi tre anni le prime missioni di ricerca, via mare e via terra, cominciarono a ritrovare sparse in un immenso territorio materiali, tombe, resti umani. Tracce frammentate di un gigantesco dramma consumatosi tra i ghiacci... Alle missioni di ricerca appartengono altre quattro figure, che qui ricordo: Elisha Kane, Robert McClure, Francis Mc Clintock, John Rae. I numerosi ritrovamenti riguardanti la spedizione di Franklin non avevano per mai portato ad individuare quali fossero state le reali cause del fallimento della pi grande spedizione mai allestita dal governo britannico. Per conoscere la triste verit bisogner infatti aspettare oltre un secolo (anni '1980) grazie alle analisi di laboratorio sulle salme ibernate di due marinai. Trent'anni pi tardi si riusciti addirittura a localizzare i relitti dell'Erebus (2014) e
MASTERS & COMMANDERS VERSO L'IGNOTO "b/w": NAVIGAZIONI STRAORDINARIE AI CONFINI DELLA TERRA PARTE II: XIX secolo
La presenza in questo secondo volume della trilogia di Masters & Commanders di un autentico parterre du roi di navigatori credo possa ampiamente attrarre curiosit e interesse del lettore. John Ross, Bellingshausen, Parry, Franklin, Nils Nordenskj ld, Sverdrup, Nansen: ecco alcuni dei nomi pi prestigiosi dell'esplorazione marittima qui raccolti. Figure storiche di spessore, particolarmente richiamate dai deserti ghiacciati del Polo Sud, come del Polo Nord. E che spesso si sarebbero anche dovuti cimentare nella ricerca estenuante di una via settentrionale verso l'Oriente: i mitici "Passaggi" a Nord-Ovest e a Nord-Est. A loro ho aggiunto altri protagonisti, che solo superficialmente potremmo considerare "minori"... Come la coppia russa Lisianski e Kruzenstern che, all'inizio del XIX secolo, realizz la prima circumnavigazione del mondo dell'Impero zarista. E che dire di Matthew Flinders, nonno di uno dei pi grandi egittologi inglesi? L'antenato dell'archeologo scoprir , infatti, dopo averla integralmente circumnavigata, come l'Australia in realt sia... una gigantesca isola Se poi, accanto a loro, ci collochiamo, ad esempio, un baleniere, stiamo forse sminuendo le qualit di tutti gli altri? Ma, no... Poich in Scoresby junior emergeva un'innata propensione per la scienza, l'osservazione empirica, gli esperimenti. Anzi, si pu dire come egli sia stato addirittura un precursore. Lui, che era un incredibile e curiosissimo autodidatta, e che prestava estrema attenzione a cose, fatti, fenomeni, accadimenti, dettagli. Suoi saranno i primi lavori scientifici pubblicati sull'Artico. Sar stato forse solo per un colpo di fortuna, ma sar invece il norvegese Carlsen, un altro "non paludato" frequentatore dei mari artici, a scoprire nella remota isola della Nuova Zemlja l'accampamento invernale del navigatore Barents, risalente a quasi tre secoli prima. Ecco poi spuntare dal nostro parterre un altro periplo della Terra. Quello della Novara comandata dall'Arciduca Ferdinando Max, per brevissimo tempo perfino Imperatore del Messico. A questo punto vi stareste forse domandando se nel mio elenco sia compreso anche qualche italiano. Risposta affermativa: Enrico D'Albertis, che al suo attivo conta tra l'altro: tre viaggi intorno al mondo, crociere della Marina e su yachts, scontri navali, esplorazioni fluviali. Inoltre non potevo qui non ricordare la missione diplomatica in Asia dello squadrone navale dell'Ostasiengeschwader prussiana. A questo punto bisogna per tornare cronologicamente indietro. La parte principale del libro infatti costituita dalla grande spedizione del navigatore britannico Sir John Franklin. Scomparsa misteriosamente nel nulla, mentre a met ottocento si accingeva ad inoltrarsi all'interno di quel gigantesco e caotico meandro di isole, stretti e canali, che formano l'arcipelago artico canadese. Per molto, troppo, tempo non si sapr pi nulla della sorte toccata alle due navi e ai loro equipaggi. Come dicono gli inglesi, con ogni probabilit bisognava quindi solo aspettarsi il tragico: ships lost with all hands. Solo dopo quasi tre anni le prime missioni di ricerca, via mare e via terra, cominciarono a ritrovare sparse in un immenso territorio materiali, tombe, resti umani. Tracce frammentate di un gigantesco dramma consumatosi tra i ghiacci... Alle missioni di ricerca appartengono altre quattro figure, che qui ricordo: Elisha Kane, Robert McClure, Francis Mc Clintock, John Rae. I numerosi ritrovamenti riguardanti la spedizione di Franklin non avevano per mai portato ad individuare quali fossero state le reali cause del fallimento della pi grande spedizione mai allestita dal governo britannico. Per conoscere la triste verit bisogner infatti aspettare oltre un secolo (anni '1980) grazie alle analisi di laboratorio sulle salme ibernate di due marinai. Trent'anni pi tardi si riusciti addirittura a localizzare i relitti dell'Erebus (2014) e
Companion Book Di Nel West: Conquistadores, Esploratori, Naturalisti, Archeologi, Etnologi Alla Scoperta Dell'ovest
Il libro arricchisce e integra il volume di Nel West grazie ad una galleria di 15 personaggi che nei secoli andarono alla sua scoperta. Alcuni sono noti anche al grosso pubblico, altri forse un po' meno. Tutti hanno per saputo offrire un enorme contributo alla conoscenza di quei territori straordinariamente affascinanti e dei loro abitanti. Disvelando gradatamente l'ignoto, sia ambientale, che etnico-culturale, che infine oggi si mostra a noi in tutta la sua complessa grandiosit . Terre e popoli del West che, dopo aver attratto soltanto chi era spinto solo da cupidigia e bramosia di ricchezza, successivamente avrebbero richiamato chi intendeva acquisire una migliore comprensione su ci che li circondava, dal punto di vista geografico-esplorativo, naturalistico, etno-antropologico, archeologico. Ho organizzato questa mia virtuale "sfilata" secondo l'ordine cronologico: il pi semplice da seguire. S apre a met del XVI secolo con Francisco V squez de Coronado, un celebre, testardo e altrettanto truce conquistador spagnolo, e si chiude sul finire del XX con Rosebud Yellow Robe, un'indiana pronipote di Toro Seduto. Non c' che dire... Un ciclo plurisecolare, che meglio di cos non poteva terminare Soprattutto se visto alla luce dei "canonici" corsi e ricorsi storici... Vediamo ora pi da vicino chi c' in questo nostro "campione" di personaggi. Uomini e donne che, mettendo a volte la propria vita a rischio (in qualche caso, anche l'altrui), hanno avuto come obiettivo principe quello di acquisire una maggiore conoscenza degli immensi spazi del Far West americano e delle sue popolazioni. Interessandosi anche non volendo ( il caso di Coronado), alle sue "diverse" e strepitose caratteristiche: naturalistiche, geologiche, ecologiche, etniche, economiche, culturali. Cos i nostri 15 personaggi in cerca di, non di un "Autore"..., ma di "sapere", di verificare ipotesi o, pi semplicemente, di ottenere corrette informazioni su tutto ci che c' , o si muove intorno a loro, hanno trovato un campo straordinariamente vergine, che aspettava solo che qualcuno vi si inoltrasse. Cos uno dopo l'altro i nostri protagonisti si muovono sullo sfondo di praterie sconfinate e di gigantesche catene montuose, che sembrano insormontabili. Percorrendo terre sconosciute e incontrando via via le numerose trib indiane, che le popolano. Spesso del tutto ignote o poco conosciute (nei dettagli, nei singoli aspetti culturali, ecc.). Sono uomini e donne che operano e ricercano quasi sempre da soli (gli studiosi), pi raramente in gruppi (missioni multidisciplinari), anche numerosi (spedizioni militari). Francisco V squez de Coronado, il conquistador spagnolo prima citato, andato con la sua spedizione militare del 1540-42 alla ricerca dell'oro delle favolose Sette Citt di Cibola, sar lo scopritore dello straordinario "giacimento" archeologico e culturale del Sud-Ovest degli Stati Uniti. Su impulso del Presidente Thomas Jefferson, "padre dell'Archeologia Americana", gli ufficiali dell'esercito americano Meriwether Lewis e William Clark, nel 1803-06 andarono all'avventurosa scoperta del Nord America. Partiti da est, si spinsero sempre pi verso l'ovest. Fino ad oltrepassare le Montagne Rocciose e raggiungere le coste dell'Oceano Pacifico. In tutto percorreranno 7.689 miglia di terre ignote a piedi, a cavallo, in canoa. Avvicinando trib indiane. Fumando la pipa della pace con Sioux e Shoshoni. Subendo gli attacchi mortali da parte dei Minnetaree. Raccogliendo le prime preziose informazioni etnografiche su decine e decine di trib . Cushing uno dei pi singolari esponenti della storia dell'antropologia. Tra il 1879 e il 1884 andr a vivere tra i Pueblos Zu i del Nuovo Messico. Sar adottato nel clan Macaw con il nome sacro di T natsali, "Fiore medicinale". Entrer a far parte dell'importante ed esoterica confraternita guerresca dell'A-pi-thlan-shi-wa-ni, grazie all'acquisizione di uno scalpo. Dovr
Alla Scoperta del Mondo: Vol. 4: America

Alla Scoperta del Mondo: Vol. 4: America

Franco Pelliccioni

Independently Published
2019
nidottu
20 sono i personaggi presenti in questo libro, andati alla ricerca di Conoscenza (geografica, storica e culturale), ma anche di Avventura, dalla Groenlandia, alla Terra del Fuoco. Ed stato l'amore per l'Avventura, coniugata sottilmente con la Conoscenza, che ha indissolubilmente legato tra loro queste figure. Dando vita ad uno straordinario filo conduttore, che si andato snodando, dall'Artico fino a Capo Horn, attraverso epoche, culture, civilt , popolazioni, territori, nel corso di una continua sfida dell'Uomo contro l'ignoto. Le loro nazionalit sono le pi diverse. Al pari delle epoche, nelle quali hanno vissuto e operato: dall'anno Mille, alla fine del II millennio. Tra loro, i conquistadores spagnoli, addentrandosi nell'ignoto e navigando lungo fiumi impetuosi, scopriranno nuove terre, anche se si dovranno confrontare contro donne guerriere. Altri, inoltrandosi nel fitto delle giungle del Centro e Sud America, scopriranno i resti di superbe civilt antiche, di cui si ignorava l'esistenza. Poi, attraversando da est a ovest il continente, incontreranno le trib pellerossa del Nord America. Mentre, spingendosi profondamente all'interno del Sud America, si imbatteranno nelle bande degli indios. A volte sar la natura in toto l'oggetto privilegiato del pluriennale studio di un paio di scienziati, il cui raggio d'azione avr le dimensioni di mezzo continente. O sar solo uno dei suoi molteplici aspetti, a far s che un pittore si interesser all'universo degli uccelli. Alcuni di essi si muoveranno per scopi pi concreti. Andando alla ricerca dell'oro e di fantastiche citt perdute nella giungla. Mentre qualcuno, a dispetto di fantasiosi miraggi, ne trover realmente una... Arroccata sopra i pianori di alte e inaccessibili montagne. Per secoli difesa dalla cupidigia degli uomini, grazie alla sua remota posizione. E che dire, poi, di coloro che scopriranno l'esistenza di intere civilt ? O, andando testardamente appresso ad un plurisecolare mito, c' chi si trover letteralmente "sotto i piedi" ci che cercava? allora che la leggenda, "facendo capolino" da quello che era stato sempre ritenuto un "libro delle favole", diventer tangibile realt . Subito "cooptata", per entrare nel Patrimonio Mondiale dell'Umanit . Neppure vanno dimenticati coloro che dedicheranno molti anni della loro vita al sacro fuoco della scienza geodetica. Poich , in un remoto angolo del mondo, si cimenteranno in osservazioni, che ancora oggi appaiono astruse e si dovranno improvvisare alpinisti, scalando alte montagne e minacciosi vulcani. Qualcun altro, invece, vagher per anni tra giungle, fiumi e montagne, per disegnare i confini politici, tra Stato e Stato. Il libro narra anche di una spedizione scomparsa nel nulla, alla ricerca di un "sogno", che un esploratore inglese aveva sempre tenuto segreto. Ma anche delle decine di missioni, andate invano a cercarla, per quasi un secolo. Il sogno riguardava l'esistenza di una citt favolosa, situata in una regione, dove l'unica civilt visibile ancora oggi quella dei villaggi degli indios. A questo punto, per , si impone un ma... Perch proprio in questi ultimi tempi, un antropologo americano, aiutato da una buona dose di fortuna e dalla sua perspicacia, che si sono aggiunte al fatto che era anche un archeologo, affermer come quella lontana fantasticheria avesse un fondamento di verit . Presumibilmente derivante da leggende tramandate di generazione in generazione dagli indios... Poich ha individuato insediamenti risalenti all'800-1600 d.C. Una scoperta che ha sconvolto le fondamenta dell'Archeologia precolombiana. Ecco i nomi: Eir k "Il Rosso"; Francisco de Coronado; Meriwether Lewis e William Clark; John Audubon; Helge Ingstad; John Stephens; Alfred Maudslay; Alfred Tozzer; Matthew Stirling; Francisco de Orellana; Charles-Marie de la Condamine; Friedrich von Humboldt; Alcide d'Orbigny; Robert Schomburgk; John Agassiz; Max Uhle; Percy Fawcett; A
Il Giro del Mondo... in 15 Treni: Transcontinentali E Di Lusso, Di Penetrazione Coloniale E Militare, Dei Cercatori d'Oro, Degli Hajji, "alpinistici"
Il lettore, salendo virtualmente a bordo di ciascuno dei miei 15 convogli ferroviari, sar in grado di effettuare un tour quasi completo intorno alla terra. Il nostro giro del mondo inizia in Egitto. Con la ricostruzione storica e d'ambiente della prima ferrovia del paese: l'Alessandria-Cairo. seguita dalla "Ferrovia del Deserto", che porter i britannici a riconquistare il Sudan, da tempo nelle mani dei Mahdisti. Africano pure il terzo treno. Ha aperto la colonizzazione dell'Africa Orientale, parte dall'Oceano Indiano, arriva fino in Uganda. Oltre ai soliti immancabili problemi incontrati nel costruirlo, ha dovuto risolvere un'inaspettata complicazione, mai sperimentata altrove: la linea era infestata dai leoni, che preferivano mangiarsi gli indifesi operai indiani addetti alla sua costruzione... Un rapido movimento sulla carta geografica consente ora di puntare verso il Maghreb tunisino. Dove attende la Lucertola Rossa del Bey di Tunisi, sulla quale salgo, per ammirare le splendide carrozze. L'Asia ci aspetta con tre treni e un'Avventura all inclusive. Qui incontreremo una delle figure pi straordinarie che la Grande Storia ci ha regalato: Lawrence d'Arabia. Un paladino che si battuto contro i turchi, ma anche contro l'establishment britannico, in favore delle giuste rivendicazioni politiche dei popoli arabi. Si impadronir di Aqaba e far s che i raids, sferrati contro la Ferrovia dell'Hejaz, alla fine provocheranno una valanga, che tutto e tutti travolger . L'Asia mi d la possibilit di accennare alla Ferrovia dell'Hejaz. Costruita per portare i pellegrini alla Mecca, ma che si arrest a Medina. A pi riprese ho osservato binari, stazioni, locomotive, carrozze, in Giordania, come ad Istanbul. Raccogliendo nel contempo testimonianze della ferrovia Berlino-Baghdad, i cui treni partivano dalla stazione Haydarpaşa di Istanbul. A sua volta collegata a quella di Sirkeci, dove arrivava l'Orient Express... Con un salto siamo a Skagway, nell'Alaska sud-orientale, ai confini con lo Yukon. Da questo posto remoto migliaia di cercatori di ogni parte del mondo si inerpicarono sui passi delle Rocciose, durante la corsa all'oro del Klondike. Qui, appositamente per loro, si costru una ferrovia. Il tour prosegue in Canada. Dove il management della linea ferroviaria Squamish-Vancouver mi consent di salire sul tender della storica Royal Hudson. Anni dopo, sarei stato invece l'involontario testimone della morte del "treno della gente", che a suo tempo permise di sviluppare le remote aree esistenti lungo la selvaggia costa dell'isola di Terranova. Negli Stati Uniti mi sarei imbattuto in una leggendaria ferrovia transcontinentale: il Treno per Santa Fe. Da subito il tracciato, che attraversava i grandiosi spazi del West, caratterizzati da panorami naturali unici al mondo, far di questa ferrovia un autentico mito. E grazie al suo Indian Detour, i passeggeri saranno in grado di visitare le bellezze naturalistiche del Sud Ovest e i pueblos indiani. Utilizzando autobus, autoveicoli, alberghi, guide, messi a disposizione dalla ferrovia... In Europa ripercorriamo quella che stata la prima ferrovia francese, la Parigi-Saint-Germain-en-Laye, mentre in Irlanda saliremo sul primo treno dell'isola, la Dublino-Kingstown (D n Laoghaire). Torniamo ora in Francia, per parlare dei treni "alpinistici" il Tramway du Mont-Blanc e quello per Montenvers. All'inizio del XX secolo il primo doveva spingersi fin sulla vetta del Monte Bianco, grazie ad un ascensore scavato all'interno della montagna. La sua una storia affascinante, che ci racconta come uomini determinati, ben motivati, consci delle potenzialit insite nelle tecnologie scaturite dalla Seconda Rivoluzione Industriale, cercarono di spingersi al di l di ogni limite consentito. Per tentare di realizzare ci che doveva rimanere nell'ambito dei sogni pi arditi, degni della sfrenata fantasia di Verne. Invece il treno per Montenvers porter i visit
IL GIRO DEL MONDO... IN 15 TRENI "b/w": Transcontinentali E Di Lusso, Di Penetrazione Coloniale E Militare, Dei Cercatori d'Oro, Degli Hajji, "alpinis
Il lettore, salendo virtualmente a bordo di ciascuno dei miei 15 convogli ferroviari, sar in grado di effettuare un tour quasi completo intorno alla terra. Il nostro giro del mondo inizia in Egitto. Con la ricostruzione storica e d'ambiente della prima ferrovia del paese: l'Alessandria-Cairo. seguita dalla "Ferrovia del Deserto", che porter i britannici a riconquistare il Sudan, da tempo nelle mani dei Mahdisti. Africano pure il terzo treno. Ha aperto la colonizzazione dell'Africa Orientale, parte dall'Oceano Indiano, arriva fino in Uganda. Oltre ai soliti immancabili problemi incontrati nel costruirlo, ha dovuto risolvere un'inaspettata complicazione, mai sperimentata altrove: la linea era infestata dai leoni, che preferivano mangiarsi gli indifesi operai indiani addetti alla sua costruzione... Un rapido movimento sulla carta geografica consente ora di puntare verso il Maghreb tunisino. Dove attende la Lucertola Rossa del Bey di Tunisi, sulla quale salgo, per ammirare le splendide carrozze. L'Asia ci aspetta con tre treni e un'Avventura all inclusive. Qui incontreremo una delle figure pi straordinarie che la Grande Storia ci ha regalato: Lawrence d'Arabia. Un paladino che si battuto contro i turchi, ma anche contro l'establishment britannico, in favore delle giuste rivendicazioni politiche dei popoli arabi. Si impadronir di Aqaba e far s che i raids, sferrati contro la Ferrovia dell'Hejaz, alla fine provocheranno una valanga, che tutto e tutti travolger . L'Asia mi d la possibilit di accennare alla Ferrovia dell'Hejaz. Costruita per portare i pellegrini alla Mecca, ma che si arrest a Medina. A pi riprese ho osservato binari, stazioni, locomotive, carrozze, in Giordania, come ad Istanbul. Raccogliendo nel contempo testimonianze della ferrovia Berlino-Baghdad, i cui treni partivano dalla stazione Haydarpaşa di Istanbul. A sua volta collegata a quella di Sirkeci, dove arrivava l'Orient Express... Con un salto siamo a Skagway, nell'Alaska sud-orientale, ai confini con lo Yukon. Da questo posto remoto migliaia di cercatori di ogni parte del mondo si inerpicarono sui passi delle Rocciose, durante la corsa all'oro del Klondike. Qui, appositamente per loro, si costru una ferrovia. Il tour prosegue in Canada. Dove il management della linea ferroviaria Squamish-Vancouver mi consent di salire sul tender della storica Royal Hudson. Anni dopo, sarei stato invece l'involontario testimone della morte del "treno della gente", che a suo tempo permise di sviluppare le remote aree esistenti lungo la selvaggia costa dell'isola di Terranova. Negli Stati Uniti mi sarei imbattuto in una leggendaria ferrovia transcontinentale: il Treno per Santa Fe. Da subito il tracciato, che attraversava i grandiosi spazi del West, caratterizzati da panorami naturali unici al mondo, far di questa ferrovia un autentico mito. E grazie al suo Indian Detour, i passeggeri saranno in grado di visitare le bellezze naturalistiche del Sud Ovest e i pueblos indiani. Utilizzando autobus, autoveicoli, alberghi, guide, messi a disposizione dalla ferrovia... In Europa ripercorriamo quella che stata la prima ferrovia francese, la Parigi-Saint-Germain-en-Laye, mentre in Irlanda saliremo sul primo treno dell'isola, la Dublino-Kingstown (D n Laoghaire). Torniamo ora in Francia, per parlare dei treni "alpinistici" il Tramway du Mont-Blanc e quello per Montenvers. All'inizio del XX secolo il primo doveva spingersi fin sulla vetta del Monte Bianco, grazie ad un ascensore scavato all'interno della montagna. La sua una storia affascinante, che ci racconta come uomini determinati, ben motivati, consci delle potenzialit insite nelle tecnologie scaturite dalla Seconda Rivoluzione Industriale, cercarono di spingersi al di l di ogni limite consentito. Per tentare di realizzare ci che doveva rimanere nell'ambito dei sogni pi arditi, degni della sfrenata fantasia di Verne. Invece il treno per Montenvers porter i visit
Alla Scoperta del Mondo: Vol. 3: ARTICO - ANTARTICO

Alla Scoperta del Mondo: Vol. 3: ARTICO - ANTARTICO

Franco Pelliccioni

Independently Published
2019
nidottu
Quando a suo tempo progettai la scaletta della mia terza trilogia: Alla Scoperta del Mondo, il volume avrebbe dovuto contenere 28 personaggi, attratti dall'ignoto geografico, storico e culturale, sia dell'America, che delle Regioni Polari. Nel corso della stesura, ho invece ritenuto opportuno dare pi spazio ad uno dei capitoli. Quello riguardante il colonnello britannico Percy Fawcett. Esploratore scomparso misteriosamente, nel 1925, nel Mato Grosso brasiliano. Andando alla ricerca della Citt Perduta di Z ("Zeta"), in quella che sar la sua ultima spedizione sudamericana. Le sue straordinarie avventure, che a suo tempo hanno ispirato la serie filmica di Indiana Jones, ma prima ancora il Mondo Perduto di Conan Doyle, a cui Fawcett raccont le proprie esperienze, mi avevano oltremodo appassionato da ragazzo. Cos , per decenni, nel bacino dell'Alto Xing sono andati alla ricerca di ogni seppur minimo indizio, racconto o flebile traccia degli scomparsi, come della stessa "Z", spedizioni ben strutturate e organizzate (di "ricerca e soccorso", diremmo oggi), che singoli individui. Avventurieri di ogni nazionalit e risma, visionari, gente in cerca di un'effimera notoriet , ma anche spiriti compassionevoli, animati da sincera volont di contribuire a risolvere quello che ha rappresentato il mistero esplorativo per antonomasia del XX secolo. Gradatamente il capitolo su Fawcett cos diventato un capitolo-contenitore di diverse altre esplorazioni. Che, una dopo l'altra, si sono andate snodando per quasi un secolo, fino ad oggi... Oltre tutto, se il mistero sembrerebbe risolto solo in parte, le esplorazioni di questi ultimi anni hanno comportato sviluppi inaspettati e del tutto sorprendenti Forse perch indirettamente facilitati dal "cambiamento climatico", che ha incrementato, facilitandoli, gli incendi anche delle boscaglie del Mato Grosso? Cos in questo terzo libro ho lasciato l'Artico e l'Antartico, mentre l'America figurer nel quarto volume, di questa che, ora, una tetralogia. Dopo questa lunga, seppure indispensabile, digressione, ecco i nomi dei personaggi qui inclusi: 1. 37.000 chilometri a piedi tra i ghiacci, il "carnet" di viaggio dell'esploratore scozzese John Rae. Con le sue imprese, nel XIX secolo ha apportato un notevole contributo alla conoscenza del Grande Nord canadese. La grande esperienza accumulata nel Canada settentrionale gli consent di muoversi utilizzando al meglio le tecniche di chi da sempre viveva nell'Artico, Indiani e Inuit, che impiegava come guide e interpreti; 2. L'ultimo volo dell'Aquila. Nella storia delle grandi esplorazioni, un posto del tutto singolare occupato dalla spedizione al Polo Nord, sul finire del XIX secolo, dell'ingegnere svedese Salomon August Andr e che, a bordo di una mongolfiera, poi abbandonata, scomparve tra i ghiacci con i suoi due compagni di viaggio. Mistero che sar svelato dopo 33 anni 3. Conquistare il Polo Nord: la "magnifica ossessione " di Robert Edwin Peary. L'esploratore statunitense sostenne di aver compiuto l'impresa, ma in realt si ferm a pochi chilometri dalla meta; 4. Dalle isole Svalbard alla cima dell'Aconcagua: Sir William Martin Conway, esploratore, alpinista, storico dell'arte, scrittore, politico inglese; 5. Tracciare una "rivoluzionaria" rotta aerea dall'Europa agli Usa: un sogno sepolto sotto gli spessi ghiacci della Groenlandia. Nel 1930 moriva per il freddo e la fatica Alfred Wegener, astronomo, meteorologo e geologo tedesco; 6. La storia di un uomo tra due Poli: l'aviatore ed esploratore americano Lincoln Ellsworth, il cui nome legato all'impresa del Norge, ma non solo... 7. Nel 1955 l'esploratrice statunitense Louise Arner Boyd sorvolava il Polo Nord, ma aveva gi effettuato ben sette spedizioni nell'Artico; 8. Novantanove giorni tra i ghiacci dell'Antartide, con la forza dell'esploratore e l'occhio dello scienziato. Il geologo Vivian Fuchs nel 1958 attraversava da parte a parte il Po