Una raccolta di poesie cruda, senza veli, dove l'autore racconta l'autunno della propria vita mettendo a nudo la propria anima e vivendo una nuova rinascita. Un viaggio all'interno di sentimenti e di nuovi sogni mai sopiti tramite una poetica con tinte forti e non legate a schemi metrici: una "poesia in prosa".
Una raccolta di poesie cruda che scende fino a fondo a toccare per far vibrare e poi urlare le corde del dolore, un dolore atroce legato ad una malattia che scava il corpo, come una guerra, senza ragione, senza futuro. L'autore ci consegna in queste facili difficili e intense poesie, in cui si ferma a tratti il respiro, l'esperienza di un uomo che si e trovato a fare i conti con il senso della vita, facendo crescere nel suo animo la rabbia, l'incomprensione, il bisogno di gridare cio che gli viene tolto, giorno dopo giorno. La poesia e il tempo in cui il suo essere si concentra, si sfoga, si pone domande, si aggrappa, forte, alla vita.
Una storia metafisica e angosciata, nella quale si raffigura la lotta fra il Dio e il demonio: la posta e la percezione dell'eternita, o meglio il possesso della ragione dell'eterno scorrere del tempo. Un romanzo avvincente dove non mancheranno continui colpi di scena e dove nel finale il lettore sentira la dolce ed angosciata melodia di un Arcano Rondo.
Una raccolta di racconti , per piangere e per ridere. Per sognare e riflettere. Per sentire che qualcun altro e riuscito a mettere nero su bianco molti sentimenti che ognuno di noi ha dentro nel cuore.
Ore 12,45. Mancano pochi minuti al suono della campanella. Si sente un rombo lontano, seguito da urla. Appena il trillo ha inizio il rombo aumenta spaventosamente e dopo pochi istanti una porta si spalanca ed un gruppo di forsennati si lancia lungo il corridoio urlando come selvaggi; classe VA 1986/87. Questo e uno dei tanti eventi che sono descritti nel Blaterone dove uno studente modenese, con poesie, riflessioni e ricordi, ritrae le difficolta e i disagi, ma anche il desiderio di stupire, tipici dell'adolescenza: una rielaborazione a posteriori per ricreare il passaggio verso la maturita
It's lights, camera, ACTION under the sea, but Stefano the Squid is having a wobble. All the other creatures seem far more amazing - no wonder the Deep Sea TV team don't notice him. But when disaster strikes, Stefano steps up! Can one ordinary squid save the day?
Catalogo dei lavori esposti alla mostra personale inaugurata il 21 novembre 2018 presso Studio Lab 138 Figlio d'arte, Stefano Alisi, fin da bambino stato educato a inquadrare la realt .In cerca della propria identit ha attinto alla memoria culturale, artefice di quello che una volta era il Bel Paese: un paesaggio di piccoli borghi, ma dalla storia importante ...] piccole citt di fondazione, autentiche apparizioni fantasmatiche. (1)Un po' surrealista e un po' illustratore, girovagando per l'Italia centrale e riflettendo sul rapporto tra l'uomo e le "cose", ha raccolto ritagli di borghi e atmosfere in Preziosi codici miniati . (2)I suoi lavori condensano personaggi e situazioni nello stesso spazio narrativo raccontando una storia diversa ad ognuno dei suoi lettori. Non fotografie ma impressioni, sintesi problematica ma ironica, di una cultura che va sparendo.Non fotografie ma impressioni, sintesi problematica ma ironica, di una cultura che va sparendo.Viaggiando molto per lavoro, Stefano Alisi, dal finestrino della sua macchina, inquadra ogni giorno l'iNcerto equilibrio in cui vive il nostro Paese.Scrive Salvatore Settis: Vedremo boschi, prati e campagne arretrare ogni giorno davanti all'invasione di mesti condomini, vedremo ...] Villaggi che per secoli avevano saputo crescere conservando l'impronta di una cultura dell'abitare tanto pi nobile quanto pi povera ...]assediati da nuovi e anonimi quartieri, che cancellano dall'orizzonte campanili, torri, mura alberi secolari. (3)Alla approfondita e razionale riflessione di Settis, Stefano Alisi risponde con la poesia, impugnando i pennelli si ribella alDissesto psico geologico, sollecitandola Communitasa preservare La favola del Borgo, a riprendersiIl tempo di un caff e una sigaretta, per godere la tranquillit di una Pieve di campagna.1) F. Ranelletti, Stefano Alisi, Il Punto, Annuario Artisti contemporanei, 2009 Albano Laziale(Rm)2) Ibidem3) S.Settis, Paesaggio costituzione cemento, Einaudi, Torino 2010, pp. 3
Mit Stefano Guazzos Dialog La Civil Conversazione erschien 1574 in Brescia ein Werk, das den Gesellschaftsfragen im Europa der Fruhen Neuzeit entscheidende Impulse gab. Indem er alle sozialen Schichten in seine UEberlegungen einbezieht, betont Guazzo das uberstandische Ideal einer umfassenden Kultivierung und Vervollkommnung des Menschen. Damit treibt er die Demokratisierung von Anstand und Bildung voran, die ihm als das geeignete Mittel der Verstandigung zwischen den einzelnen sozialen Standen und innerhalb derselben erscheinen. Er widerlegt Vorurteile, betont den Adel der Tugend und relativiert den Vorrang des Geburtsadels, um den menschlichen Beziehungen eine gerechte Grundlage zu geben. Der Schlussel dazu ist die civil conversazione, der Guazzo eine moralische wie erkenntnisfoerdernde Kraft zuschreibt und diese im Verlauf seines Dialogs vorfuhrt. Guazzo spielt im Kulturtransfer zwischen Italien und Frankreich eine herausragende Rolle, zu der in dieser Untersuchung erstmals prazise Informationen gegeben werden. Zudem wird gezeigt, wie Guazzos Vorstellungen in unterschiedlichen Stroemungen des 17. Jahrhunderts ihren Niederschlag finden.
Stefano Cerio (*1962) directs his attention to alternative worlds: for his elaborate series he takes pictures of recreational paradises—ski arenas, cruises, water and fun parks. For the artist, Italian street altars even count among these colorful illusory worlds that people create for the purpose of escaping from everyday life. Yet in his cool photographs Cerio without exception exposes the fun rides and the adventure pools in the off-season and therefore devoid of visitors; the ruptures, the bleakness, and the senselessness that become visible behind the amusing façades. For Chinese Fun, the photographer visited a whole range of recreational parks, water landscapes, and sports grounds in Beijing, Shanghai, Qingdao, and Hong Kong. His centrally organized compositions are made with a plate camera and document selected absurd arrangements—from a concrete fruit basket as large as a house to the looped tracks of an enormous roller coaster in the interior courtyard of an office complex. Exhibition: Fondazione VOLUME!, Rome 23.9.–3.11.2015
The ground is covered in snow, the horizon a dark line of mountains; low milky clouds hide the sky. In the foreground, a shapeless form, a strange sagging mass of bright colors—red, blue and yellow—stirs as it fills with air. In less than a minute a popular fairground attraction appears: an inflatable, rotund form, awkward and genial, shaped like a double slide or a springboard, the kind often seen in children’s play areas, at fairs and village gatherings. Along with other inflatables in the same vein—a chubby castle complete with dragon, a football pitch—the slide is part of the bizarre landscape conjured up in Stefano Cerio’s Aquila, a series of photographs taken in Abruzzo at different times of year and in highly impactful settings not far from L’ Aquila, on the plains of Campo Felice, Campo Imperatore and Pescasseroli.
Stefano Benazzo's evocative images of shipwrecks--the remains of magnificent sea cathedrals, bound to inevitable decline. Through powerful images of wrecks shot over decades on the world's coastlines, Italian photographer Stefano Benazzo brings again to life the sailors, as well as the immigrants. The duty of memory prompts us to keep with grateful remembrance the sailors' endeavor and traditions. Wrecks are the evidence of men who have been cornerstones of economic, social, and maritime history, as well as of their courage and suffering.Benazzo's images settle for future generations the features of ships that elements will destroy more and more. The distance makes it difficult to approach wrecks, and it is nearly impossible to transport them to museums.Benazzo's photographs lead us to pry deeply into ourselves, bringing out our richness and our diversified nature. In the author's imagination, these wrecks seem to be miraculously ready to sail again with perseverance and to fulfill their mission: they express the hope of salvation and life.