Kirjailija
Grazia Deledda
Kirjat ja teokset yhdessä paikassa: 207 kirjaa, julkaisuja vuosilta 1913-2026, suosituimpien joukossa Ivy. Vertaile teosten hintoja ja tarkista saatavuus suomalaisista kirjakaupoista.
207 kirjaa
Kirjojen julkaisuhaarukka 1913-2026.
La vigna sul mare. Appena arrivata, la donna, che, non pi giovanissima, rivedeva dopo molti anni il suo paese d'origine, si affacci alla loggia sul mare; ma invece di ricordare in quell'istante il suo passato di fanciulla, ripens al periodo di vita trascorso dal momento in cui si era affacciata a quella stessa loggia per dare il saluto di addio al paesaggio della sua giovinezza. E sembrandole che quel periodo grigio ed arido di vita si staccasse da lei, si tolse anche, istintivamente, per un impulso quasi fisico, l'anello matrimoniale, facendolo girare intorno al dito e nascondendolo poi nel pugno. Poich il cerchio del mare e della pianura sabbiosa le ricordava l'anello favoloso che da bambina credeva si trovasse dove comincia e dove finisce l'arcobaleno, quando si riflette e s'incurva sul mare: l'anello che una volta trovato d la felicit . Ed ella credeva di averlo trovato, di poterlo sostituire, dentro il suo pugno, a quello della sua triste esistenza di moglie sterile. Poi rilesse la lettera dell'uomo che da quella notte doveva essere il suo amante. Era una specie di inno nuziale, che egli le inviava; eppure quella lettura la richiam alla realt nuda della vita palpabile: pens al marito, che non l'amava, ch'ella non amava, ma pens a lui con un semplice istinto di umanit . Completamente ignaro del tradimento di lei, egli era rimasto ...
Non ostante i suoi quarant'anni vicini, la marchesa Anna di Oriente era ancora una bellissima donna, alta, bionda dalla carnagione di neve e gli occhi grandi e grigi con riflessi di oro.
Anime oneste Dall'incipit ANIME ONESTE. L'ARRIVO. Dopo la morte della vecchia donn'Anna, sistemati gli affari, Paolo Vel na prese con s la piccola nipote e, com'era stabilito, la condusse ad Orol , presso la sua famiglia. Orol una piccola sotto-prefettura sarda, nella provincia di Sassari. Citt fiorentissima sotto i Romani, decaduta poi per le scorrerie dei Saraceni, risorse sotto il dominio dei Barisone, giudici o re di Torres, e si mantenne forte sino all'abolizione dei feudi in Sardegna, avvenuta nella prima met di questo secolo. Nel censimento delle popolazioni sarde, fatto da Arrius, illustre ploaghese che visit le 42 citt dell'isola ai tempi del console Marco Tullio Cicerone (116-43 a. C), Orol figurava per centomila abitanti, tra l'urbe, i castelli e i villaggi sottoposti, e Antonino di Tharros, nella relazione dei saccheggi saraceni, parla di grandi vestigi lasciati dai Romani in Orol , fra cui magnifiche terme, costrutte sotto il pretore M. Azio Balbo. Al presente Orol non conserva alcun ricordo della dominazione romana, tranne che nel dialetto latino, e i suoi abitanti sono appena sei o sette mila. Il suo solo monumento Santa Croce, vecchia chiesa pisana del 1100, con affreschi del Mugano, pittore sardo del secolo XVII.
Canne al vento un romanzo di Grazia Deledda. Trama In un villaggio sardo, Galte, non lontano dalla foce del Cedrino, sulla costa tirrenica della Sardegna, vive la nobile famiglia Pintor: padre, madre e quattro figlie. Il padre, Don Zame, rappresentato come rosso e violento come il diavolo, un uomo superbo e orgoglioso, ma anche prepotente e soprattutto geloso dell'onore della famiglia e ne protegge il prestigio e la nobile reputazione nel paese. Le donne, dedite ai lavori domestici, restano a casa. A questa condizione femminile si ribella solo Lia, la terza delle sue figlie, la quale trasgredendo le regole imposte dal genitore fugge sulla penisola per "prender parte alla festa della vita". Approda a Civitavecchia. Qui si sposa, ha un figlio e muore. Don Zame sembra impazzire per lo scandalo - "Un'ombra di morte grav sulla casa: mai nel paese era accaduto uno scandalo eguale; mai una fanciulla nobile e beneducata come Lia era fuggita cos ." - Il padre mentre tenta di inseguire la figlia viene trovato misteriosamente morto sul ponte all'uscita dal paese. Il fatto criminoso rester avvolto in una sorta di mistero: disgrazia o delitto? Questo l'antefatto del romanzo che nella realt narrativa viene rivelato con anacronie, nel corso della narrazione, la quale in verit comincia nel momento in cui viene annunciato l'arrivo di Giacinto, il figlio di Lia, in casa Pintor. Quando il romanzo ha inizio, le dame Pintor: Ruth, Ester e Noemi, assistono rassegnate al declino della loro giovinezza, abitano in una casa oramai cadente e sono rimaste proprietarie di un unico, piccolo podere appena sufficiente per il loro sostentamento. La vita delle Pintor scorre in una mestizia malinconica nella quale sfuma il loro orgoglio, che ha guizzi soprattutto in Noemi e meno nelle altre due pi anziane, provate dalla rinuncia e dall'aggravarsi della miseria. Invano sono protette dalla dedizione del servo Efix (Efisio un nome molto diffuso nel sud della Sardegna e si chiama cos uno dei santi patroni della citt di Cagliari), legato a loro, come il carnefice alla vittima, da un forte senso di colpa (infatti lui per favorire la fuga di Lia, per cui aveva una devozione appassionata molto simile all'amore, aveva accidentalmente ucciso il padrone). Egli sogna, con pazienza e devozione, il rifiorire della casa e della casata. Una speranza si accende con l'arrivo di Giacinto. Intorno vagano i personaggi minori, membri della comunit e del gruppo, solidali e partecipi con la loro primitiva saggezza: le giovani coetanee di Giacinto, i coetanei delle Pintor, di Efix. Le reazioni all'arrivo di Giacinto sono minutamente descritte nei vari meccanismi di accettazione e rifiuto, finch l'amore finisce per ristabilire un nuovo equilibrio, che ciascun membro della comunit ha pagato con la propria esperienza e in misura adeguata al proprio ruolo. Le pagine memorabili del romanzo che restano impresse nell'animo del lettore sono numerose: Efix e il suo mondo interiore, le sue riflessioni e le fantasie, gli interni della casa, il paesaggio, i santuari e le feste, la iniziazione difficile di Giacinto, l'amore di Noemi e quello di Grixenda per lui, quello riconoscente delle dame per Efix che si conclude nello splendido attittidu della fine, quando donna Ester parla come in una nenia funebre al servo morto, lo apostrofa e ne veste il cadavere leggero, sola nella grande casa allietata dalle nozze di Noemi col cugino don Pedru. Il narratore deleddiano adotta via via, in soggettiva, il punto di vista di altri protagonisti, come Noemi e Giacinto, ma soprattutto Efix. Il narratore distingue tra il dialogo cui affida il materiale narrativo oggettivo, spazio-temporale, e il piano soggettivo della percezione del mondo che viene rappresentato attraverso le immaginazioni e le fantasie del protagonista.
Paulo, giovane sacerdote, si innamora di Agnese. La madre di Paulo, accortasi dei sentimenti del figlio e decisa a proteggerlo dalle tentazioni, tenta di riportarlo sulla retta via. Dilaniato tra il senso di colpa e la profonda passione, Paulo torna dall'amata, ma si rifiuta di cedere alle sue lusinghe. Agnese giura di rivelare pubblicamente la loro relazione durante il rito domenicale, causando in Paulo e nella madre una profonda angoscia.Un romanzo di fede e di peccato, prostrazione e letizia, timori taciuti e passioni che irrompono incontrollate.