Fare dell'esistenza un luogo di crescita e maturit interiore, un cumulo funereo di marciume in letargo esistenziale, concepito come un leale nemico da combattere quotidianamente ad armi pari e con il sostegno fondamentale della consapevolezza di non esser soli. Fa da contraltare una riscontrabile vena di contraddizione. Cercare di cogliere la soluzione migliore per incentivare la lotta contro l'eterno e universale isolamento dell'uomo moderno, alle quali fanno da contrapposizione deprimenti ed inevitabili ritorni ad un negativismo insito nella natura della blasfemia nemica delle direttive esistenziali da puro mercato. Si lotta quotidianamente contro l'anonimato tra le grinfie del desiderio sincero di espressione ma, puntualmente, si cede nel preciso istante in cui l' "iride" dell'occhio interiore si arrende all'incapacit di alzare la voce definitivamente. Esporsi e rinnegare altrui obblighi o ingoiare il seme dell'immobilit nel fertile stomaco del divenire?